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domenica 11 giugno 2017

L' Alzheimer è correlato alle condizioni dell'intestino.

Malattie neurologiche: il sistema immunitario è collegato al cervello 


Popular Science



Nuove strade si aprono per il trattamento delle malattie neurologiche, dall’autismo al morbo di Alzheimer fino alla sclerosi multipla. Grazie ad uno studio condotto dai ricercatori della University of Virginia School of Medicine, pubblicato su Nature, è stato scoperto che ci sono dei vasi linfatici, che in precedenza si pensava non esistessero, attraverso i quali il cervello è direttamente collegato al sistema immunitario.

Cliccare sull'immagine per l'articolo completo (2015)

mercoledì 31 maggio 2017

Rèèquilibration Fonctionnelle-Metodo Solère

Cosa è la fantomatica 'energia' dell'essere vivente?

Solère ha fatto un esempio che si è rivelato particolarmente illuminante: una persona viva alta 1,70 m e del peso di 80 kg, manterrà inalterati tutti i valori misurabili strumentalmente, come altezza e peso, anche da morta, a parte la temperatura corporea! Il corpo esanime, infatti, diventa freddo per effetto della cessazione della circolazione sanguigna: se ne può dedurre che il calore dovuto allo scorrere del sangue nelle nostre vene ed arterie è l’energia che mantiene in vita il nostro corpo e se questo flusso energetico incontra dei “blocchi” sul suo percorso, si determinano degli squilibri che portano anche alle manifestazioni dolorose che minano quotidianamente il nostro benessere.

26 differenti cause di 'lombalgia cronica aspecifica' su https://tinyurl.com/y9wfabnr

domenica 28 maggio 2017

Meno ti sforzi, più otterrai.

La scienza della morbidezza e sensibilità nel Taijiquan.



Il concetto di 'sforzo' è legato all'efficienza nell'opinione comune, negli sport riguardo le proprie strutture fisiche, per la respirazione ed anche a livello mentale.

Molte persone usano in modo non corretto il termine “forza”, quando in realtà pensano a “sforzo.”


La Legge di Weber (https://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_Weber-Fechner) riguardo le differenze notevoli può aiutarci a comprendere la nostra percezione di modifiche di forza quando si pratica Taijiquan contro un avversario (太極拳)

La legge di Weber si applica alla maggior parte dei tipi di percezione, come la diversa intensità o durata o lunghezza d'onda della luce (colore), il volume o lunghezza o passo di suoni, ma anche alle percezioni psicologiche come le differenze nei costi di prodotti o servizi.

Nel Taijiquan, la principale sensazione che si allena è il tatto. La pressione sulla nostra pelle viene rilevata con i nostri meccanocettori.
Ci sono altri sensori nella pelle in grado di rilevare un avversario, inclusi termocettori (rilevatori di calore) e recettori del follicolo pilifero (rilevatori dei movimenti dei nostri peli), ma il ruolo che essi svolgono nella pratica del Taijiquan è trascurabile.
La propriocezione - il rilevamento della forza delle parti limitrofe del proprio corpo, durante il movimento - è anche molto importante per comprendere le interazioni con un avversario, secondo il concetto del Taijiquan.
La percezione meccanica (tatto) e propriocezione insieme diventano molto più sensibili (circa sette volte) rispetto al solo tatto, ma dal momento che la legge di Weber dovrebbe applicarsi sia ai recettori meccanici che alla propriocezione, userò solo la percezione meccanica, che è più facile da illustrare, nell'esempio di questo articolo.

La legge di Weber afferma sostanzialmente che la nostra capacità di percepire i cambiamenti (differenze di grandezza) in forze (pressione) è proporzionale alla grandezza dello stimolo iniziale. Pertanto, maggiore è la forza iniziale, maggiore un cambiamento deve essere al fine di poter essere percepibile; quindi utilizzare meno pressione (la pratica più morbida del movimento) permetterebbe ai praticanti di percepire precocemente i cambiamenti di pressione.

La capacità di rilevare variazioni di pressione produrrebbe una relazione lineare, avendo un rapporto costante, che può essere inserito come mostrato nel grafico di accompagnamento.

La formula sarebbe AP / P = k, dove AP è la minima variazione rilevabile in pressione a livello di pressione P, e k è la costante. La costante k è, per facilità di illustrazione, arbitrariamente impostata come uguale a 0,1 per la linea blu in questo esempio, ed è 0,15 per la linea rossa (che rappresenta qualcuno meno sensibile alle variazioni di pressione che la persona rappresentata dalla linea blu). [Si noti che, per un umano medio, k = 0,14 quando si misura la pressione sulla pelle senza movimento, e k = 0,02 (o 2%) per pesi sollevati, che include sia meccanocezione che propriocezione]


In questo grafico, un praticante più esperto (blu) in grado di rilevare una variazione di pressione da non meno di 10g quando la pressione iniziale è 100g, avrebbe bisogno di una variazione di 0,1 kg quando la pressione iniziale è 1 kg, o una differenza 0,2kg quando la pressione iniziale è 2 kg, ecc

Per il partecipante meno sensibile (linea rossa) invece, che nota una differenza rilevabile in pressione solo quando c'è un cambiamento di almeno 15g, a partire da 100 g, il cambiamento dovrà essere di 0.15kg, partendo da 1 kg,, di 0,3 kg partendo da 2 kg, etc.

Per i confronti relativi, una pallina da golf pesa circa 45g (0,045 sull'asse X del grafico), una palla da baseball pesa circa 150g (0,15 sul grafico) e un put tirato da una donna 'pesa' circa 4 kg (4 sul grafico).


La legge di Weber non è applicabile esclusivamennte negli estremi di stimolazione, come vicino al limite della capacità di una persona per rilevare pressione (valori prossimi allo zero nel grafico), o vicino alla massima che loro recettori può percepire. Se non c'è pressione, allora i meccanocettori non saranno in grado di percepire nulla, ma al fine di influenzare un avversario o semplicemente per interagire con l'ambiente un po' di forza deve pur essere presente, quindi è improbabile che questa limitazione possa influenzare la nostra comprensione per quanto riguarda il concetto di morbidezza del Taijiquan.

La legge di Weber indica che la pratica Taijiquan dolce permette la rilevazione delle variazioni di pressione precocemente (variazioni di pressione minori) rispetto a quando si pratica con più forza. Questo vale sia per ognuno degli operatori indicati nel grafico sopra, ma indica anche che il partecipante più sensibile individualmente lo sarà anche su tutti i livelli di forza in cui le due persone si confrontano direttamente.

Se i praticanti si stanno concentrando sulla sensibilità, allora essi possono trarre beneficio dalla pratica dolce. Più morbide le pratiche sono, meno cambiamento sarà necessario prima che i praticanti possano sentire il cambiamento stesso.

Si noti che la terza legge del moto di Newton afferma, in generale, che per ogni azione, corrisponde una reazione uguale e contraria. Questa legge significa che un professionista avrà la stessa quantità di pressione nel punto (s) del contatto come gli altri partecipanti.

A dimostrare che un praticante non può essere più morbida al punto di contatto che l'altra persona, in quanto un praticante potrebbe provare a diminuire la forza reciproca (netta), spostandosi in su, o potrebbe cercare di aumentare la forza, cercando di applicare una pressione maggiore, ma a qualunque livello uno dei partecipanti sia, lo stesso è per l'altro partecipante.

[Vedi: http://resource-bank.nzip.org.nz/draft-under-construction/mechanics/newtons-third-law-misconception-2/ ]

Anche se la quantità di forza due praticanti hanno al punto di contatto è equivalemte, uno dei partecipanti potrebbe utilizzare meno sforzo per produrre quel livello di forza.

Il concetto di 'sforzo' è legato all'efficienza nell'opinione comune, negli sport riguardo le proprie strutture fisiche, per la respirazion ed anche a livello mentale.

Molte persone usano in modo non corretto il termine “forza”, quando in realtà pensano a “sforzo.”

Il Taijiquan insegna a muoversi e produrre nel modo più facile possibile.

Cerchiamo di sentirci tranquilli e “comodi” durante la pratica per imparare a produrre la stessa forza (efficienza) anche durante il lavoro.

ARTICOLO TRADOTTO TRATTO DA

martedì 25 aprile 2017

Dolore alle spalle


Esiste la possibilità di togliere il dolore alle spalle dovuto a calcificazioni con un’infiltrazione?


Da qualche tempo invio i miei pazienti con calcificazione alle spalle a fare un piccolo intervento ambulatoriale di triturazione/aspirazione delle calcificazioni.

Tale intervento è denominato LITOCLASIA.

Consiste nell’inoculazione sotto controllo radiografico/ecografico di un liquido in grado di sciogliere la calcificazione, triturarla e aspirarla, il tutto in un solo intervento.

In Italia tale mezzo terapeutico è stato osteggiato dalla categoria degli ortopedici ( alcuni lo fanno tutt’ora, ma sono ormai un’esigua minoranza) ma dal momento in cui il Dott. Serafini, all’ospedale di Santa Corona di Pietra ligure ha iniziato a praticarla, non senza iniziali resistenze, nel reparto di Ecografia da lui diretto, tale pratica a preso piede e attualmente viene fatto con soluzione fisiologica da radiologi con abilitazione specifica (Dott. Di Garspare Eidos Polidiagnostica a Rovato (Bs). Tale intervento è risolutivo per un gran numero di spalle dolorose e funzionalmente impotenti a causa di calcificazioni periarticolari.

Grazie alla diffusione di questa pratica si può trovare una soluzione veramente efficace per risolvere il problema della presenza di calcificazioni tendinee:

questo però non toglie la necessità di svolgere un efficace e tempestivo trattamento fisioterapico.


Roland Solère®
Infatti dalla valutazione funzionale, cioè l'analisi dei vari possibili motivi per cui si è formata la calcificazione, nei singoli casi, si può evidenziare la reversibilità o cronicità della disfunzione meccanica e quindi rendere oppurtuno un trattamento secondo diversi modelli terapeutici:

in caso di reversibilità, esiste il modello terapeutico di natura non farmacologica (N.A. 36/54 del referenziale di Rééquilibration fonctionnelle® Protocollo integrativo per la prevenzione delle recidive dopo eliminazione di calcificazioni nell’articolazione della spalla) da attuare da un fisioterapista/osteopata REF in possesso di certificazione in Normalisations Articulaires®.

Esso consiste in tre sedute di normalizzazione progressiva delle funzioni articolari scapolo omerali, attraverso tecniche manuali articolari e riflesse cutanee su zone corrispondenti ad agopunti, con azione  quindi anche verso il dolore e le contratture muscolari associate.




martedì 11 aprile 2017

Sclerosi multipla e Diabete, trovate le infezioni che le causano: la scoperta di un'équipe dell'università di Sassari

i ricercatori sassaresi
Leggi l'articolo originale

"Alcune infezioni possono contribuire all'insorgenza di patologie autoimmuni quali la Sclerosi multipla e il Diabete di tipo 1, sia in età adulta che in età pediatrica, ad altissima incidenza in Sardegna.

Lo confermano due nuovi studi di un'équipe di ricerca di Microbiologia del Dipartimento di Scienze Biomediche dell'Università di Sassari, guidata dal professor Leonardo Sechi, approdati sulle pagine della rivista Scientific Reports – Nature."

L'Unione Sarda.it Mercoledì 09 Marzo 2016 alle 16:21

lunedì 13 marzo 2017

Batteri causano turbe emotive

Sindrome colon irritabile, mal di pancia e ansia, i colpevoli sono i batteri

Redazione ANSA ROMA
"I batteri che compongono la flora intestinale possono alterare sia la funzionalità dell'intestino, sia la 'mente' di un individuo, esponendolo a sindrome dell'intestino irritabile - la malattia gastrointestinale più diffusa al mondo - e anche a comportamenti ansiosi."
CLICCA SULL'IMMAGINE

 Articolo originale

Questo lascia capire quanto siano correlati lo stato fisico e mentale in ogni singolo essere umano.
Prendersi cura del corpo ed in particolar modo del suo funzionamento pre-morboso è senza dubbio la scelta migliore da adootare al più presto possibile..


Prendersi cura del proprio intestino oggi premette di evitare molti disturbi che pur apparendo distinti tra loro hanno invece un comune denominatore: il disequilibrio della funzione viscerale.

martedì 28 febbraio 2017

Lo sapevate che...


Aglio: un preziosissimo alleato.

Pochi sanno che nel corso della prima Guerra Mondiale, durante l’epidemia di spagnola, un’influenza dagli effetti devastanti, molte persone sono sopravvissute grazie all’uso massiccio di aglio.

mercoledì 11 gennaio 2017

Antibiotici naturali

Allicina

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

L'allicina è un composto solforganico che può essere facilmente ottenuto[1] dall'aglio, una pianta specie della famiglia delle Amaryllidaceae (...)

Attività antibatterica

L'allicina ha mostrato numerose attività antimicrobiche. Una delle potenziali applicazioni è il trattamento dei ceppi di Staphylococcus aureus meticillino-resistenti (MRSA); un test condotto contro trenta ceppi di MRSA ha mostrato un'elevata attività antimicrobica, anche contro alcuni resistenti ad altri antibiotici.
Prosegui la lettura dell'articolo originale.



   

martedì 10 gennaio 2017

L’origine del Parkinson: va cercata nell’intestino

Uno Studio Usa condotto da ricercatori del California Institute of Technology mostra il legame biologico tra la malattia ed il microbioma intestinale.


Pubblicato il 09/01/2017 su LaStampa Salute, di STEFANO MASSARELLI.


Una nuova importante conferma dell'importanza della buona fisiologia intestinale.


"La causa del morbo di Parkinson potrebbe non risiedere nel cervello, quanto nell’intestino. Alcuni batteri intestinali sembrano infatti giocare un ruolo chiave nell’accumulo di quelle proteine «deformi» che innescano la morte dei neuroni dopaminergici e la conseguente comparsa dei disordini motori.

Ad avanzare questa ipotesi è una nuova ricerca statunitense condotta da ricercatori del California Institute of Technology, pubblicata sulla rivista Cell. «Abbiamo scoperto per la prima volta un legame biologico tra la malattia di Parkinson e il microbioma intestinale. Più in generale, questa ricerca rivela che un disturbo neurodegenerativo può avere origine dall’intestino, non solo dal cervello come si pensava in precedenza.

La scoperta che alcune modificazioni nel microbioma possono essere coinvolte nella malattia di Parkinson rappresenta un cambio di paradigma e apre nuove possibilità per il trattamento dei pazienti», ha commentato l’autore dello studio Sarkis Mazmanian del California Institute of Technology, già autore di numerosi studi internazionali sul microbioma.

Batteri che innescano la malattia (....)"

lunedì 2 gennaio 2017

Nuove scoperte per il morbo di Parkinson.

Nuove scoperte e nuovi trattamenti per la malattia, concentrandosi sui batteri intestinali.




Lo studio (datato 2014) è stato pubblicato sulla rivista "Movement Disorders" e ripreso da "Parkinson-italia.it"

La malattia di Parkinson è una malattia progressiva che si sviluppa quando il cervello perde cellule che producono la dopamina – una sostanza chimica che controlla il movimento e le risposte emotive. I sintomi più noti del Parkinson sono tremore, rigidità, lentezza dei movimenti e problemi di equilibrio e coordinazione. La malattia colpisce anche prima dei 50 anni (1 malato su 4) e gradualmente peggiora al punto in cui il lavoro, la vita quotidiana, le relazioni e la cura di sé diventano molto difficili. In Italia sono circa 300.000 i malati, una cifra destinata a raddoppiare in 15 anni, secondo le stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.

Sempre più studi stanno scoprendo l’enorme influenza che i nostri batteri intestinali – che di gran lunga sono più numerosi delle cellule del nostro corpo – hanno sulla nostra salute.

Alcuni indizi esistono già circa i legami tra il Parkinson e problemi intestinali. Ad esempio, nello studio gli autori affermano “Disfunzioni gastrointestinali, in particolare la stitichezza, sono un sintomo importante nel morbo di Parkinson e spesso precedono l’insorgenza dei sintomi motori”.

I ricercatori riferiscono anche che la recente ricerca mostra che i batteri intestinali interagiscono con parti del sistema nervoso attraverso vari percorsi, tra cui il sistema nervoso enterico – il cosiddetto “cervello nel budello” – e il nervo vago

Fonte: "Gut microbiota are related to Parkinson’s disease and clinicalphenotype", Filip Scheperjans, et al., Movement Disorders, doi:10.1002/mds.26069, published online 5 December 2014.